REFERENDUM COSTITUZIONALE 2006

Il 25-26 giugno 2006 si vota NO per respingere il progetto di "riforma costituzionale" della destra.
Anche in questo caso, gli Italiani residenti all'estero possono votare per corrispondenza (fino al 22 giugno)




Risultati generali (Ministero dell'Interno) (NO: 61,3%)
Europa (NO: 54,7%), Belgio
(NO: 62,6%)

* * Le istruzioni per il voto per il referendum * *


NO alla controriforma Berlusconi-Bossi
NO al premierato assoluto e al regime del capo
NO alla devolution che divide socialmente il paese

Salviamo la Costituzione della Repubblica


Il 25/26 giugno con il referendum le cittadine e i cittadini possono cancellare la controriforma costituzionale voluta dal governo di centrodestra, che distrugge la Seconda Parte della Carta Costituzionale, cioè le istituzioni volte a garantire i diritti fondamentali sanciti nella Prima parte.

La Costituzione Italiana è stata sempre o disattesa o attaccata: come disse Piero Calamandrei, in Italia si è assistito da sempre al "disfattismo costituzionale". Prima, per decenni la Costituzione non è stata attuata, poi, da più di vent’anni, è stata attaccata con l’intento di stravolgerla per introdurre la "democrazia del capo", che è la negazione della democrazia costituzionale.

La democrazia costituzionale ha i suoi capisaldi nei diritti fondamentali delle persone, nel Parlamento, nella partecipazione popolare, e negli istituti di garanzia - la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica e il Consiglio Superiore della Magistratura.

La legge Bossi-Berlusconi è una vera e propria "rottura costituzionale" perché:
- cambia l’intera Seconda Parte della Carta del ’48, ledendo le disposizioni dell’art. 138 che impone al legislatore della revisione costituzionale di intervenire con modifiche puntuali di singoli istituti;
- stravolge la forma di governo parlamentare attraverso l’introduzione del premierato assoluto, annullando il ruolo del Parlamento ridotto a esecutore della volontà del Primo Ministro;
- trasforma le elezioni in un processo di investitura del Primo Ministro che non dovrà richiedere neppure la fiducia del Parlamento e potrà controllare a suo piacimento la stessa sua maggioranza disponendo del potere di scioglimento della Camera;
- manomette le istituzioni di garanzia – Presidente della Repubblica, CSM, Corte Costituzionale – svuotandole dei loro compiti di salvaguardia del pluralismo istituzionale, dei diritti, civili politici e sociali, di ogni cittadino/a;
- dietro un falso federalismo, dato che il Senato non sarebbe organo rappresentativo delle realtà istituzionali territoriali, provoca la secessione dei ricchi dai ceti poveri attraverso la "devolution" delle competenze in materia sanitaria ed educativa, così da spezzare l’unità giuridica e politica della Repubblica e annullare il diritto di uguaglianza e la pari dignità sociale delle persone, sancita dall’art. 3 della Costituzione.

Il 25/26 giugno con il referendum popolare possiamo cancellare la controriforma e affermare il legame e sostegno di tutti/e noi cittadini/e alla Costituzione nata dalla lotta di Liberazione.


Le ragioni del NO al referendum:

Il referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006

Volantino NO

Volantino Unione Mondo

Forum: SPIEGARE IL REFERENDUM


Link utili:

La Costituzione della Repubblica Italiana

Salviamo la Costituzione - Coordinamento Nazionale