Uniti per il NO alla riforma costituzionale

prcNell’attesa di conoscere la data in cui i cittadini si potranno esprimere sul referendum costituzionale, continua l’impegno dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista all’estero e in Italia per sostenere le ragioni del NO.

Lo stiamo facendo partecipando e promuovendo i comitati unitari nati un po’ in tutta Europa e presto anche in America Latina.

Crediamo che questo sia il momento per cercare di realizzare il massimo di unità con le altre forze politiche, sociali e associative che sostengono le ragioni del No, lasciando da parte momentaneamente gli argomenti politici che ci dividono.

Bisogna spiegare con chiarezza ai cittadini italiani all’estero le ragioni del NO, smontando le favole raccontate da Renzi e dai suoi supporter in Italia e all’estero:

Il bicameralismo non viene eliminato: il senato diventa il “dopolavoro” di alcuni consiglieri regionali, che non riusciranno a fare bene né il consigliere regionale né il senatore, ricevendo in premio l’immunità parlamentare.

La riforma non semplifica: l’iter di approvazione delle leggi passa da 1 a 10. Non sono chiare le competenze tra camera e nuovo senato, e questo comportrà conflitti di competenze tra i due organi.

La riforma non riduce significativamente i costi della politica: le spese del Senato si riducono solo di un quinto. Non era meglio dimezzare lo stipendio a tutti i parlamentari?

La riforma toglie competenze alle regioni accentrandole sul governo. Che poi significa concentrali nelle mani di un uomo solo, grazie alli’ntroduzione dei meccanismi di una legge elettorale ipermaggioritaria come l’Italicum.

La riforma non nigliora la stabilità dei governi : uno degli esempi più longevi di governo é quello tedesco, dove vige una legge elettorale proporzionale con sbarramento. Per garantire stabilità ai governi é necessario il consenso politico, che si costruisce con il confronto, non con le leggi elettorali maggioritarie che riducono gli spazi di democrazia. Poteva essere molto più efficace lo strumento della sfiducia costruttiva, come avviene in Germania.

In definitiva questa « deforma » costituzionale incancrenisce quei“vizi” italici, come le regole farraginose e la conflittualità istituzionale – cosi’ definiti dall’on. Garavini in un intervento dei giorni scorsi.

Ci auguriamo e siamo fiduciosi che i cittadini italiani all’estero diranno NO a questa riforma scritta da un governo sotto dettatura delle banche internazionali e approvata da un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale.

Dal canto nostro ribadiamo che il miglior modo di fare progredire l’Italia e migliorare la vita di tutti i suoi cittadini rimane quello di attuare finalmente tutti i principi enunciati nella Costituzione, nata dalla lotta vittoriosa della Resistenza alla dittatura fascista.

Emigrazione, Partito, Politica estera, Politica Italiana, , Permalink

Leave a Reply