Se i cittadini europei fossero delle banche, li avrebbero già salvati.

Nell’ultimo anno in Belgio sono aumentate in maniera vistosa e preoccupante le espulsioni – o meglio i ritiri delle carte di soggiorno - di cittadini comunitari. All’inizio in sordina, poi sempre in un crescendo di casi. Dai 965 del 2011 si e’ passati ai 1563 del 2012 e ai 1130 tra gennaio ed agosto 2013. Questi numeri hanno aperto qualche dibattito tra le forze politiche belghe, ma hanno trovato un muro di gomma come risposta da parte del governo Di Rupo e dei suoi ministri. Le ragioni sono spesso poco chiare e neanche tanto pubbliche, ma pare che spesso tutto si possa ricondurre ad una interpretazione restrittiva delle clausole di salvaguardia predisposte da molti stati all’approvazione della direttiva 2004/38/EC che ha garantito il diritto di poter soggiornare in qualsiasi stato membro ad ogni cittadino europeo. In breve, allo stato ospitante è dato il diritto di cacciare via gli stranieri comunitari (e non) se giudica eccessivo – in base a criteri non definiti – il loro peso sul proprio sistema di welfare. Le federazioni di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti italiani presenti in Europa ritengono necessario e urgente un intervento diretto del governo italiano nei confronti del Belgio attraverso il ministero degli esteri. Il governo e il ministero degli esteri non possono solo continuare a ridurre i servizi per i connazionali all’estero per fare cassa e ridurne la rappresentanza politica, calpestando il principio già sancito durante la rivoluzione americana (tanto cara alla ministro Bonino) di “non si paga nessuna tassa senza una rappresentanza politica”. Richiediamo un intervento immediato del ministro Bonino sia in sede bilaterale con il Belgio che in sede europea per far cessare questa palese ingiustizia pagata cara dai nostri connazionali. Dal canto nostro ci riserviamo di valutare la possibilità di un ricorso alla corte di giustizia europea contro queste clausole di salvaguardia, che di fatto creano una discriminazione tra cittadini e limitano la libertà di circolazione in Europa, ed invitiamo cittadini ed associazioni sensibili a questo problema ad unirsi a noi. Siamo arrivati al paradosso di alcuni casi dove, pur avendo un lavoro e pagando regolarmente le tasse, i nostri connazionali si sono visti recapitare il foglio di via, perché il loro contratto e’ in parte remunerato da fondi pubblici per il reinserimento sociale. Noi crediamo che la stessa libertá di movimento garantita alle merci e ai capitali debba essere garantita a tutti i cittadini, comunitari (e non). I cittadini non sono buoni solo come braccia e cervelli da sfruttare. Chiediamo al governo italiano e ai governi tecnocratici europei la stessa solerzia usata per salvare dal fallimento le banche private con i soldi pubblici, per aiutare i nostri concittadini e garantirne la libera circolazione e permanenza in tutti i paesi d’Europa. Rivolgiamo la nostra critica anche ai parlamentari eletti all’estero che appoggiano il governo Letta-Alfano. Nonostante sia palese il fatto che il governo se ne infischia dei cittadini all’estero, loro continuano a sostenerlo. Qualcuno con dichiarata “convinta sofferenza”, che ci piacerebbe capire in dettaglio, per vedere se é paragonabile alle sofferenze che i nostri cittadini patiscono a causa di un governo inetto e dannoso. In ultimo non possiamo che registrare la totale assenza nel dibattito dei Comites del Belgio. Purtroppo questi importanti organismi di rappresentanza, o sono spariti dalla scena a causa dei mancati rinnovi dei componenti, o si limitano ad organizzare festicciole di inzio d’anno.
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