Repressione del dissenso a Bruxelles

10297590_10152417794339699_1646081554904182774_nIl 15 maggio a Bruxelles l’Alliance D19-20,piattaforma che riunisce in un fronte comune agricoltori,sindacati,ONG,associazioni,collettivi di militanti ed artisti e sostenuta da partiti e organizzazioni della sinistra di alternativa belga, in occasione dell’European Summit Business ha organizzato una giornata di lotta e di iniziative; Questa alleanza si è costituita come fronte di lotta comune contro le politiche di austerità neoliberiste e i trattati sul Fiscal Compact e il TTIP (l’accordo sulla liberalizzazione del commercio tra USA e UE); sono state proprio le negoziazioni su quest’ultimo l’oggetto del summit che ha spinto l’Alliance ad organizzare un presidio a Place Poelaert ed una dimostrazione pacifica e non violenta per bloccare il summit.

Ho partecipato con il gruppo del PRC di Liege e, prima ancora di arrivare a place Poelaert, la polizia e la brigate anti-èmeute ci hanno fatto capire quale sarebbero state le loro intenzioni attraverso delle “raccomandazioni” del sinistro commissario divisionale Vandersmissen. Costui ci ha informato che o restavamo dentro la piazza o ci aspettava la caserma. Potevamo restare nella suddetta piazza circondati dalla polizia chiusi come dentro un recinto, ma abbiamo pensato che avessimo il diritto di manifestare il nostro dissenso in maniera pacifica al di fuori di un recinto ma, evidentemente, la polizia e l’autorità non la pensavano così. Mentre ci dirigevamo verso il Palais d’Egmont siamo stati violentemente attaccati nonostante non ci fosse stato alcun atto di ostilità da parte nostra; questo è un aspetto importante, perché eravamo solo impegnati in un’azione di disobbediena civile e non violenta utilizzando solo le nostre voci e i nostri corpi; non c’è stato alcun atto di ostilità,niente di niente,nessun lancio di oggetti,sfascio di vetrine di negozi,nessuna situazione in cui si stesse creando pericolo per l’incolumità di persone e cose. Ciò nonostante la reazione della polizia è stata violentissima, inizialmente attraverso l’utilizzo di cannoni ad acqua,ma il clou è avvenuto dopo, quando nonostante fossimo indietreggiati la polizia ci ha caricato separandoci in due blocchi e molti dei nostri compagni sono rimasti intrappolati.

Da allora è cominciata una vera e propria caccia all’uomo,le persone venivano prese ed arrestate senza alcun motivo,ho visto la polizia che circondava i piccoli gruppi che si formavano per proteggersi,e i poliziotti in borghese che senza identificarsi o mostrare tesserini prendevano le persone per il collo e le sbattevano a terra;non è stata né un’operazione di polizia,né di ordine pubblico ma un rastrellamento vero e proprio; 281 persone arrestate (tra cui alcuni compagni come Luca Casarini,candidato nella lista l’Altra Europa per Tsipras venuti dall’Italia) file e file di persone sedute a terra a gambe aperte e con le mani legate con i lacci,e poi caricate sugli autobus;

Il senso di tutto questo è il concetto di democrazia della “governance” europea oggi, dove lo spazio per il dissenso e la liberta d’espressione si va limitando dentro un recinto sempre più stretto,in cui i problemi di ordine sociale,politico ed economico vengono trattati solo come una questione di ordine pubblico da reprimere,in cui i movimenti vengono criminalizzati e i manifestanti trattati come se fossero terroristi.

Eravamo li come espressione di un’Europa che chiede solidarietà,democrazia e giustizia sociale e per protestare contro un’accordo(il TTIP)che crediamo fortemente antidemocratico,a favore delle lobby e che avrà ripercussioni pesantissime sulla vita delle persone comuni, ma la strategia attuata dalla polizia belga il 15 Maggio a Bruxelles è semplicemente quella di far scomparire dalla strada chi protesta e propone soluzione diverse dal “pilota automatico” dell’austerità e del liberismo.Non posso che concludere ricordandomi delle parole di una poesia di Martin Niemoller” Quando i nazisti presero i comunisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei,/ e io non dissi nulla/ perché non ero ebreo./ Poi vennero a prendere me./ E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

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