L’offensiva delle forze di destra in Paraguay e Bolivia .

Le forze reazionarie in America Latina stanno provando a rialzare la testa con i soliti metodi golpisti. Pubblichiamo qui un articolo apparso su MARX 21 (www.marx21.it) a proposito della situazione in Paraguay e in Bolivia.

In seguito all’espulsione dalle terre occupate di una comunità di contadini, che è finita male con 17 morti (11 contadini e 6 poliziotti, tra cui il fratello del capo della sicurezza del presidente) in circostanze assai confuse, un’inchiesta è in corso e diversi ministri sono dimissionari.I parlamentari, tra cui si trova il presidente Fernando Lugo, primo presidente di sinistra del Paraguay in 62 anni, che contava su una maggioranza estremamente debole, hanno votato per metterlo sotto accusa per “avere mancato” ai suoi doveri durante la crisi. La minaccia di messa sotto accusa era già stata sollevata dall’opposizione 23 volte. Il presidente Lugo ha replicato in un video alla nazione affermando che non si sarebbe dimesso. Il Senato senza attendere l’esito dell’inchiesta ha eletto alla presidenza Federico Franco, vicepresidente di Lugo.Secondo Walter Goobar nel quotidiano Miradas al Sur (http://www.contrainjerencia.com/?p=47686), questo colpo di Stato parlamentare potrebbe essere stato fomentato dai grandi proprietari di latifondi (rappresentati dal Partido Colorado) in accordo con la multinazionale Monsanto in previsione di un’eventuale intensificazione delle rivendicazioni dei contadini senza terra che non hanno ancora ottenuto la riforma agraria promessa da Lugo. Il giornalista, facendo riferimento ai lavori di Idillio Mendéz Grimaldi, ricorda anche che una battaglia è stata ingaggiata tra il gruppo Monsanto (che è tra i finanziatori del giornale di destra ABC Color) e il movimento sociale contadino sulla questione dell’introduzione di semi di cotone transgenico. La lobby pro-Monsanto (Union de Gremios de Produccion) il 7 giugno aveva accusato di nepotismo il presidente del Servizio nazionale di qualità e di sicurezza delle sementi (Seneva, un organismo di Stato) che si era rifiutato di omologare il cotone transgenico.

I paesi dell’America Latina (Mercosur e Unasur) al momento fanno blocco e rifiutano di riconoscere il nuovo presidente. Gli occidentali, da parte loro, si attestano su una linea indulgente. Il governo americano non ha parlato di colpo di Stato e si è solamente detto “preoccupato” (http://spanish.paraguay.usembassy.gov/pe_062112.html). Il ministro tedesco della cooperazione economica Dirk Niebel (http://www.contrainjerencia.com/?p=47639) ha da parte sua definito il colpo di Stato parlamentare come “processo normale di cambiamento”.

Il 22 giugno, 300 poliziotti boliviani in sciopero hanno saccheggiato dei locali pubblici a due passi dal palazzo presidenziale di La Paz e ha attaccato a colpi di pietre la sede del comando della polizia. I poliziotti in sciopero reclamavano un salario minimo superiore a quello che percepiscono attualmente, il trattamento pensionistico completo e l’annullamento di una legge che proibisce loro di manifestare. Malgrado la firma di un accordo il 24 con il sindacato di polizia Anssclapol che corrisponde largamente alle aspettative degli scioperanti, i poliziotti di stanza in 8 città hanno annunciato il proseguimento della lotta. Secondo il ministro della comunicazione Amanda Davila (http://www.contrainjerencia.com/?p=47696) esisterebbe un “piano Tipnis” per far convergere le richieste della polizia con le rivendicazioni degli indigeni in rivolta contro il progetto di costruzione di un’autostrada (http://atlasalternatif.over-blog.com/article-ingerences-et-manipulations-autour-des-recents-incidents-de-bolivie-86011241.html)* e provocare lo scontro con l’esercito per motivare un colpo di Stato. L’accusa di un progetto di colpo di Stato è stata in seguito ripresa dallo stesso capo di Stato Evo Morales. Il viceministro dell’interno boliviano Jorge Pérez su Telesur (http://tenacarlos.wordpress.com/2012/06/25/evo-morales-llama-a-la-pacificacion-del-pais/) ha denunciato la presenza tra gli scioperanti di poliziotti già implicati in precedenti azioni di ammutinamento e di persone legate all’opposizione che hanno interesse a far sprofondare il paese “nel caos”

http://www.marx21.it/internazionale/america-latina-e-caraibi/2126-loffensiva-delle-forze-di-destra-in-paraguay-e-bolivia.html

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