La Spagna e la Catalogna dopo le elezioni

icvdi Gabriel Jover Avellà , membro di ICV, Piattaforma Ecosocialista e PRC

Che sta succedendo in Spagna? In questi giorni si discute la candidatura di Pedro Sanchez, candidato del PSOE al parlamento spagnolo. Molti sperano in un cambiamento, tuttavia, il cambiamento dovrà aspettare: il PSOE ha proposto un patto con il partito neoliberista Ciudadanos.

Tutta la popolazione si aspetta e si augura un governo che la faccia finita con la corruzione e avvii un processo di rigenerazione democratica. La gente si  aspetta anche politiche economiche che migliorino la situazione dei gruppi sociali (lavoratori non salariati, donne, giovani e immigrati) che più sono stati colpiti dalla crisi e dalle politiche restrittive del governo spagnolo, della Catalogna e dell’UE. Ma quali sono le possibilità di cambiamento? Che partiti hanno la capacità di sviluppare politiche di cambiamento in un contesto politico ed economico avverso? Che alleanze sarebbero imprescindibili in Spagna e nell’UE per realizzare queste politiche?

Per cominciare dirò che c’è  un Principio di Speranza, come diceva Ernst Bloch. La speranza si trova in sostanza nella galassia di movimenti e partiti che coesistono intorno a Podemos: Podemos in Spagna e En Comú Podem (coalizione catalana cui partecipa tutta la sinistra, compresi ICV e IU, eredi del PSUC – partito comunista catalano). Sotto questi simboli si integrano in formule diverse nella sinistra socialista, comunista, radical democratica, verdi, ecosocialista e repubblicana. Purtroppo nella maggior parte delle circoscrizioni elettorali l’unità tra IU (Izquierda Unida, erede del PC spagnolo) e Podemos non è stata possibile. Non starò qui a spiegarne le ragioni, lo faremo in altra occasione. Però le ragioni attengono a differenze generazionali e di strategia e pratica politica tra la direzione di IU e la maggior parte dei dirigenti di Podemos, che vengono da IU (e dal PCE) o dalla sinistra trozkista (Izquierda Anticapitalista, che era una componente di IU).

Podemos è nato come partito alle elezioni europee di maggio 2014. Le sue origini possono farsi risalire ai movimenti di protesta nati come risposta alla crisi e alle misure prese dai governi, prima quello del PSOE (2008-2011) e poi quello del PP (il partito conservatore erede della destra fanchista). Molti giovani si sono sentiti abbandonati dalla sinistra al potere (PSOE a Mdrid e PSC, ERC y ICV in Catalogna) e [delusi] per l’incapacità della sinistra (IU) di proporre misure credibili e di spingere per un’uscita dalla crisi. Le mobilitazioni del 15-M (accampamenti spontanei di giovani nelle piazze che protestavano contro i tagli del governo), le manifestazioni dei sindacati contro i tagli nella scuola e nella sanità, hanno creato un movimento di protesta diffuso che è emerso con forza nelle elezioni europee del 25 maggio 2014. Da allora, con più o meno capacità politica, Podemos è stato capace di tessere alleanze nella maggior parte delle regioni spagnole dove c’erano forze di sinistra articolate, con una sensibilità sufficiente per rinunciare al protagonismo e lasciare il posto alle nuove generazioni di giovani leader. Le elezioni nelle regioni autonome e le municipal di maggio 2015 sono state una prima dimostrazione del cambiamento che si sta verificando. Le elezioni generali del 20 dicembre 2015 lo hanno confermato: Podemos ha ottenuto 69 seggi (19% dei voti) e IU 2 (5% dei voti). Per la prima volta la sinistra ha più di 70 deputati (su 350) nel parlamento spagnolo!

Dal canto suo il PP ha ottenuto 123 seggi (ne aveva 186), il PSOE 90 (ne aveva 130), Ciudadanos (la nuova destra neoliberista) 40. La grave sconfitta del PSOE si spiega con le politiche neoliberiste che il partito ha applicato dopo l’inizio della crisi. La sua azione di governo nella legislatura 2004-2007 è stata molto positiva per quanto riguarda i diritti civili (aborto, matrimonio per gli omosessuali, ecc.).  Però le misure socioeconomiche e del lavoro non si sono discostate dall’ortodossia neoliberista dell’UE. Negli anni di crescita queste misure non hanno fatto sentire i loro effetti, ma la crisi ne ha chiaramente svelato il lato peggiore:  tagli alla spesa pubblica, congelamento delle pensioni, riduzione delle sovvenzioni, aumento dei prezzi pubblici intrapreso dal governo del PSOE, blindare il pagamento del debito (concordato in una notte con il PP).

La sinistra si sta ricompattando, non senza difficoltà e tensioni, in una confluenza che in Catalogna chiamiamo En Comú Podem, che comprende tutta la sinistra e che il 20 dicembre ha vinto le elezioni generali in Catalogna. Attualmente stiamo discutendo di come fare questa unità e di quali devono essere le nostre strategie in Spagna e nell’UE.

In una certa misura la mia posizione e quella dei  compagni  e delle compagne è espressa nel documento qui allegato, che sebbene scritto in catalano può essere letto facilmente. Per vostra informazione sono membro di ICV, parte di IU, partito erede del PSUC in Catalogna. Nella coalizioe sono parte della Piattaforma Ecosocialista.

 

Ecosocialistes_Girona_Jover

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