La lotta della Siria che resiste è anche la nostra lotta, qui e ora

Bruxelles, mercoledì 18 luglio, poco prima delle 18: al rond-point Schuman, nel cuore del quartiere europeo, c'è di nuovo una delle gazzarre di quei gruppetti antisiriani, con le loro bandierine coloniali di bravi ascari NATO, in appoggio dell'ennesimo "intervento umanitario" contro i "cattivi" di turno, oggi la Siria sottoposta ad una feroce aggressione interna ed esterna, come la Libia, l'Iraq, l'Afghanistan, la Jugoslavia… Vedere questo oggi è ancora più stridente, perché questi elementi "festeggiano" l'ennesimo attentato terrorista a Damasco. Passa davanti a loro una macchina che li contesta, sono due siriani (un ragazzo e una ragazza) che invece difendono il loro paese, mostrando la bandiera legittima rosso-bianco-nera con le due stelle verdi: improvvisamente dal gruppetto dei manifestanti pro-NATO escono due, tre, quattro teppisti che si lanciano contro la macchina, la prendono a calci, sfondano il parabrezza. Un'aggressione violenta e selvaggia alla quale i due giovani reagiscono immediatamente, escono dalla macchina – coraggiosamente, va detto, o forse soltanto incoscienti del rischio che stavano correndo con gente del genere –, affrontano i teppisti e, anche grazie all'intervento di altri passanti, li bloccano, in tempo per l'arrivo della polizia belga che li arresta faccia a terra sul marciapiede. I loro degni compari con le bandierine coloniali "applaudono" l'"eroico gesto democratico" di chi attacca in branco chi si azzarda a sfidarli. Quello che sta succedendo in Siria non è un qualcosa lontano, di cui leggere distrattamente i bollettini propagandistici dei soliti media "liberi" e "democratici" sempre a senso unico al servizio del loro padrone: queste ed altre lotte di resistenza hanno ripercussioni anche sulla quotidianità locale, qui e ora, ed è anche la nostra lotta, contro le prepotenze e le violenze di chi vuole imporre i suoi "punti di vista", sentendosi spalleggiati da potenti interessi economici e militari degli USA-NATO e vassalli, le corrotte e oscurantiste monarchie arabe, le multinazionali delle armi e del petrolio, etc. Questi fenomeni di fascismo e mescola di radicalismo pseudoreligioso e di prezzolatismo stanno aumentando anche a Bruxelles, prendendo spunto dalle offensive a tutto campo contro chi sgarra al sistema di potere della "comunità internazionale": ed è giusto e necessario che anche noi come comunisti prendiamo posizione, quanto meno con la presenza e diffusione di notizie non allineate con tutti i mezzi che possiamo avere a disposizione. Almeno questo glielo dobbiamo, a tutti quelli che in varie parti del mondo stanno combattendo e morendo in prima linea contro l'imperialismo e i suoi ascari: lo fanno per difendere se stessi, la propria dignità e indipendenza e anche i loro errori, certo, ma indirettamente lo fanno anche per noi, che, cullandoci nell'illusione della "libertà" e della "democrazia", ancora probabilmente non ci rendiamo veramente conto della tempesta che si abbatterà presto su tutti, sulla strada della più distruttiva guerra globale. Ecco qui qualche riferimento ad informazione non allineata, per far circolare notizie che vengono sistematicamente censurate o minimizzate sui media dominanti a cui purtroppo continuano a fare riferimento praticamente esclusivamente tante persone, anche compagni. Senza prendere niente e nessuno mai per oro colato, ma per almeno diversificare e contrastare le fonti, perché se non si fa, si finisce a dare retta alla propaganda di una parte sola, sempre la stessa. In francese: - Investig'Action, di Michel Collon - Le Grand Soir - InfoSyrie - Réseau Voltaire In inglese e in italiano: - Syrian Free Press - SibiaLiria, di Marinella Correggia Media internazionali, in varie lingue: - Agenzia di stampa siriana:  - IRIB Redazione Italiana - Russia Today - TeleSur:  … eccetera. Da leggere anche l'ultimo numero, appena uscito (36, luglio-agosto) del "Drapeau Rouge" dei compagni del Parti Communiste belga, con l'editoriale "La guerre comme sortie de crise" e l'articolo "La Syrie ed l'industrie du mensonge": 
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2 Responses to La lotta della Siria che resiste è anche la nostra lotta, qui e ora

  1. admin says:

    Una testimonianza diretta da diffondere.

  2. Interessantissima anche questa intervista (non recente, ma del giugno 2011) andata in onda sulla radio francese, ma nella quale l’intervistato non ha detto ciò che l’intervistatore si aspettava.
    http://youtu.be/iUggbF5bISY

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