Italia. Una strage lunga quaranta anni

Nell'anniversario della strage di Piazza Fontana avvenuto il 12 Dicembre 1969, vi proponiamo questo interessante pubblicazione dei compagni di Contropiano (www.contropiano.org). A distanza di oltre 40 anni, i responsabili di questa strage di fascista non hanno pagato i loro conti con la giustizia. Da Piazza Fontana a oggi. Una continuità che non va sottovalutata Seconda puntata della ricostruzione storica della "guerra di bassa intensità" scatenata nel nostro paese. A cura della redazione di Contropiano e della Libreria Quarto Stato di Aversa. Pubblichiamo un altro capitolo del quaderno "Piazza Fontana. Una strage lunga quarant'anni". Questo quaderno di Contropiano realizzato in collaborazione con la libreria “Quarto Stato” di Aversa, nasce con due ambizioni. La prima è quella di risultare utile a chi oggi ha meno di trenta anni per capire cosa è stata la “guerra di bassa intensità” che con la Strage di Piazza Fontana il 12 dicembre del 1969, è stata scatenata in Italia quaranta anni fa contro il movimento operaio e la sinistra e che ha fatto quasi seicento morti, ha prodotto più di cinquemila detenuti per motivi politici, ha visto centinaia di persone ammazzate per le strade e nelle piazze, ha introdotto leggi speciali liberticide e l’uso della tortura. L’incredulità di quando racconti tutto questo ad un ospite straniero o lo stupore di una studentessa di fronte al fatto che tutto questo non è stato il copione di una riuscita fiction televisiva ma la storia reale del recente passato del nostro paese, ci ha spinti in occasione dei quaranta anni dalla strage di Piazza Fontana, a cercare di spiegare e sistematizzare quaranta anni di storia e di provare a spiegarla ad almeno due generazioni politico/anagrafiche successive a coloro che l’hanno vissuta. Gli effetti di questa guerra di bassa intensità, a nostro avviso, agiscono ancora oggi sul piano politico e conformano tuttora lo scenario in cui agiscono - come soggetti ed oggetti - forze formalmente diverse da quelle protagoniste di quella guerra. Una dimostrazione di questa continuità, in molti l’hanno potuta vedere, verificare e in alcuni casi sperimentare sulla propria pelle a Genova nel luglio 2001. Quel conflitto è stato scatenato da un blocco di forze che ha avuto come cemento ideologico l’anticomunismo e l’odio di classe, che a ben vedere è lo stesso cemento che tiene insieme il blocco sociale di potere che oggi governa il paese ed egemonizza ideologicamente larga parte della società in cui siamo chiamati a dare battaglia politica, sociale, culturale, sindacale. La seconda ambizione è quella di riportare al presente una verità storica e politica che la verità giudiziaria non avrà mai la possibilità di stabilire né di ricostruire. Le pagine di atti giudiziari sullaStrage di Piazza Fontana, sulla stagione delle stragi di stato, sugli eventi sanguinosi e perversi della guerra di bassa intensità vissuta dall’Italia sono ormai decine di migliaia. Ma molti dei documenti più importanti su tutto questo non potranno mai essere svelati, neanche dall’eventuale abrogazione del segreto di stato, perché molte prove sono state distrutte. E’ stata una guerra brutale condotta in segreto e nella sfera pubblica, che ha lasciato tracce nella storia ma non prove, almeno dal punto di vista giudiziario. Continua a leggere qui
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