Intervista a Luciana Castellina

luciana Questa intervista e' apparsa nel mese di Maggio 2013 sull'Humanite. E' nata nel 1929, Luciana Castellina ha aderito al PCI nel 1947.Membro fondatrice del giornale comunista il Manifesto, deputata italiana ed europea per ben 20 anni, questa grande signora si consacra alla scrittura.Con la "scoperta del mondo", che uscirà oggi in francese, lei rivisita la sua storia e il suo impegno confrontando la bambina che era durante la guerra e la donna che è diventata. COMINCIAMO DALLA FINE. IL VOSTRO LIBRO FINISCE CON UN OMAGGIO COMMOVENTE? QUASI NOSTALGICO? AL PCI. PERCHE'? L.C.: La dissoluzione del Partito ha lasciato un grande vuoto. Fu un'enorme esperienza per la mia generazione.Il PCI era piu' che un partito. Il titolo del mio libro è "La scoperta del mondo" ed il Partito fu l strumento della scoperta. Senza il PCI, io sarei rimasta nella mia stupidità e rinchiusa in un ghetto sociale e geografico. La mia nostalgia non è solamente politica, ma anche sociale e culturale. LEI DERIVA DALLA BORGHESIA. IL SUO LIBRO COMINCIA CON LA DESCRIZIONE DI UNA PARTITA A TENNIS CON LA FIGLIA DI MUSSOLINI. COME E' ARRIVATA AL PCI? L.C.: L'incontro con la figlia di Mussolini fu un caso. Eravamo nella stessa classe a scuola. Tramite lei, in un certo senso, ho scoperto la politica. Arrogante, lei commentava liberamente le informazioni ufficiali, raccontava cio' che si diceva a casa sua, per esempio, che suo padre pensava che il re era un cretino. Tramite lei capii che potevamo avere delle opinioni diverse riguardanti gli stessi temi.Questo fu il mio tirocinio politico, anche se, in quel periodo,noi conoscevamo solo il fascismo.A 14 anni è difficile sapere, ho scoperto il mondo alla caduta di quest'ultimo. All'uscita del fascismo non sapevamo e non avevamo niente. La cultura ha giocato un ruolo importante. In questa gabbia che era l'italia fascista, scoprimmo una libertà culturale e politica intrecciate. La mia prima attività in seno al PCI fu una conferenza sul cubismo.Ho cominciato con la cultura. Attraverso questa, ho scopertoche la storia imparata a scuola era falsa e diversa. Scoprivo un'altro approccio ed un'altra comprensione dei problemi dell'italia. Tramite la pittura, come il Guernica di Picasso, ho scoperto la guerra, la resistenza, le grandi lotte. DOPO 20 ANNI DI BERLUSCONISMO, ESISTONO ANCORA DELLE FORZE CAPACI DI PARTIRE ALLA "SCOPERTA DEL MONDO"? L.C.: I partiti sono trincerati dalla società. il PCI non era separato dalla vita. Il nostro quotidiano era la politica del partito. Oggi la politica è diventata una professione.Facciamo delle primarie, dei referendum, ma sono cose inutili! L'italia non ha mai esistito, lo stato italiano è sempre stato impopolare Interrogate un italiano, vi dirà che è fiorentino o siciliano.L'identità nazionale comune è una conquista del dopoguerra nato dai partiti politici e soprattutto dalPCI. Dopo la guerra non avevamo nulla da ricostruire, ma tutto da costruire. Eravamo confrontati ad uno stato nazionale diviso per il popolo. La politicizzazione fu molto forte. Poi, quando il Partito è sparito ha lasciato un grande vuoto. Ed è in parte da questo grande vuoto che è nata la cultura berlusconi.Mi sembra che non ci siamo resi conto della realtà. Un intera vita sociale, un appartenenza, una comunità nazionale ed un rapporto istituzionale si sono sgretolati. COSA PENSA DI CIO' CHE RESTA DELLA SINISTRA ITALIANA E COS'E' LA SINISTRA ITALIANA OGGI? L.C.: La sinistra esiste ma con la dissoluzione del PCI nel 1991, non è una piccola cosa che abbiamo perso. Eravamo ancora 1,3 milioni d'iscritti e realizzavamo il 30% dei voti popolari. Una rete importante è morta. Il primo anno 800,000 militanti sono scomparsi nel nulla, non hanno aderito ad altre realtà, hanno abbandonato. Quelli che hanno seguito Rifondazione Comunista erano una minorità. Il colpo che la sinistra ha avuto a causa della dissoluzione del Partito non è mai guarito. Nessuna forza politica ne ha beneficiato. I successi di Rifondazione sono sempre stati limitati. Rispetto al PD, nato sul modello americano, non è mai stato un vero partito, perchè senza identità e senza unità. Poi, Rifondazione ha anche lei vissuto una scissione. COSA MANCA ALLA SINISTRA PER FAR NASCERE LE RADICI NELLA SOCIETA'? L.C.: L'italia è stata vittima di un massacro della memoria. Tutto è stato fatto per far dimenticare e detestare il ventesimo secolo. La memoria e la trasmissione non esistono piu'. Da alcuni sondaggi scaturisce che molti giovani pensano, per esempio, che il PCI è stato al potere per 40 anni. Berlusconi ha distillato questa idea all'opinione pubblica. Il Partito era sicuramente egemonico, ma non è mai stato al governo. Esiste una rottura generazionale molto forte. La cultura di sinistra esistente oggi è una cultura d'ispirazione neo- anarchica. la contestazione è di natura virale, non di progetto, d'organizzazione. I legami con i partiti sono difficili. Il grande vincitore è stato Beppe Grillo, che incarna la protesta l'antipartito, l'anti-istituzioni. Secondo loro sono tutti marci. Esiste un disamore per la democrazia. Molti si interrogano"cosa fa la democrazia?" Niente, ci costa. Gli eletti non fanno niente. Protestano, ma senza mediazione dei sindicati o dei partiti, il pericolo è là. I movimenti dei cittadini, rifiutando la forma del partito, hanno contribuito a creare questo clima. Esistono, fortunatamente, ancora delle lotte vittoriose, come, ad esempio, quella contro la privatizzazione dell'acqua, ma i partiti politici sono assenti. Eppure esistono degli scioperi e delle grandi lotte come la manifestazione dei metalmeccanici del 18 maggio. LEI HA PARLATO DEL MASSACRO DELLA MEMORIA IN ITALIA. IL SUO LIBRO E' UNA FORMA DI TRASMISSIONE DELLA MEMORIA? L.C.: Tutto ha cominciato con una discussione con mio nipote. Mi ha chiesto se ero veramente comunista. Per lui appartenevo quasi ad una banda di assassini. Era sorpreso. Ho voluto raccontargli come eravamo diventati comunisti. In italia eravamo quasi 2milioni ad essere comunisti. Ho tirato fuori i miei quaderni d'adolescente che conservavo ma che non avevo mai riletto. Ho riscoperto la persona che ero 70anni fa con tutta l'ingenuità di quell'età. Non avevo ancora 14anni ed ho cominciato il mio giornale con la caduta del fascismo.Questo libro mi ha ugualmente permesso di riflettere e comprendere come e perchè sono diventata comunista. (Tradotto dal francese da U.Misto)
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