Il Partito ed il Sociale: Medicina per il Popolo, l’esempio del Belgio

mplpÈ in corso da alcuni anni un dibattito in alcuni settori della sinistra di alternativa in Italia a proposito degli strumenti da utilizzare nella ”battaglia delle idee” del XXI secolo. Una riflessione politica per capire come riaffermare un’ utilità sociale, in altre parole come incidere nella vita e nei bisogni dei soggetti in carne ed ossa che si vogliono rappresentare, da parte dei soggetti che si collocano nell’area della Sinistra anticapitalista e antiliberista. Proponiamo in questo breve documento un esempio di iniziativa che esiste in Belgio, su come poter declinare il concetto di utilità sociale sfruttando le opportunità che il sistema democratico borghese localmente riesce ancora ad offrire (staremo a vedere ancora per quanto tempo). Esiste da decenni sul territorio belga una rete di ambulatori medici gestiti dall’organizzazione Medicine pour le Pouple, fondata dal PTB (Partito del Lavoro del Belgio). Abbiamo intervistato due compagne dottoresse che prestano servizio presso la Maison Medicale del comune di Molembeek , nella regione di Bruxelles Capitale.: Hanne Bosselaers, neo dottoressa che è tra le più giovani dello staff, e Rita Vanobberghenche, che ha operato come medico in molti paesi del terzo mondo prima di tornare a svolgere la sua attivitá di medico in Belgio. Quando e perchè il PTB ha deciso di sviluppare questa iniziativa e quali sono le ragioni politiche ? Dobbiamo tornare a più di 40 anni fa, intorno al 1970-1971. Venivamo dagli anni caldi delle rivolte studentesche del 1968-69 anche qui in Belgio. Le università erano esclusivamente francofone e quasi ad esclusivo appannaggio dei ricchi. Tutte questo non era accettabile, sopratutto per gli studenti fiamminghi. Su queste problematiche si inserirono delle posizioni basate sull’analisi di classe. Di conseguenza una riflessione sul tipo di studi e sulle condizioni di lavoro che seguivano la fine degli studi. Molti di questi studenti di sinistra e progressisti, finito il ciclo di studi, finirono a lavorare nelle grandi fabbriche manifatturiere e nell’industria del carbone (ancora attiva in Belgio in quegli anni). Alcuni conclusero i loro studi in medicina, ma nel frattempo avevano avuto un grosso coinvolgimento nelle mobilitazioni politiche, dando assistenza e supporto medico durante le numerose e partecipate manifestazioni di quel periodo. Da questa situazione venne l’idea di creare il nostro primo centro medico nei dintorni di Anversa, ad Hoobock . Lentamente l’esperienza si è allargata a Genk, nella zona mineraria, e ad altri centri. Sempre fedeli al motto di allora del PTB: “tutto il potere ai lavoratori”. Inizialmente il leimotiv delle maison medicale fu “il diritto alla salute”. Se un cittadino si trova in una condizione di povertà , deve avere lo stesso diritto alla salute e la stessa assistenza sanitaria dei ricchi. Medicina gratuita era il nostro motto, il nostro grido di battaglia. A quel tempo si pagavano circa 20 euro per una visita al medico di base, di cui 15 rimborsati e 5 in funzione di partecipazione alla spesa / deterrente (ticket sanitario).Noi chiedevamo solamente i 15 euro rimborsati dalle mutue. Quindi il nostro intervento era gratuito per il paziente ma non gratuito in senso assoluto, visto che percepivamo i 15 euro dalla sicurezza sociale e dalle mutue. Ovviamente chi non aveva nessuna copertura delle mutue era ugualmente assistito nei nostri ambulatori. I nostri ambulatori erano situati - e lo sono ancora oggi - nei quartieri poveri e nei dintorni delle aree industriali o di quello che ne rimane. 20 anni fa abbiamo cominciato a Bruxelles, legandoci ai temi dell’emigraziione e del razzismo. Il motivo per cui siamo riusciti a sopravvivere con soli 15 euro e non 20? Contrariamente a quanto succede di solito, dove il medico viene pagato a prestazione effettuata, i medici che prestano servizio alla maison medicale ricevono un salario fisso. Dai 15 euro che riceviamo dalle mutue, paghiamo i costi struttura e gli stipendi. Il dottore ha un contratto ufficiale, come dipendente e non come lavoratore indipendente/autonomo. Mentre nel sistema di remunerazione più diffuso, si potrebbe innescare la tendenza a non curare bene i pazienti, in modo che ritornino spesso dal dottore sborsando nuovamente il pagamento della visita, nel sistema che utilizziamo noi lo stimolo è esattamente il contrario: siamo spinti a fare più prevenzione. Un’altra differenza sostanziale tra noi e i medici “tradizionali” è che noi, oltre a curare il paziente, cerchiamo di mettere in relazione le sue patologie con l’ambiente in cui vive e lavora. Circa 10 anni fa abbiamo aderito al sistema di rimborso forfettario. È stato stabilito a livello centrale che un paziente medio va dal dottore circa quattro volte all’anno. Per un totale rimborso di 60 euro. Quindi se il paziente viene registrato presso la maiosn medicale noi riceviamo questo rimborso. A Scharbeek abbiamo circa 3000 pazienti iscritti alla maison medicale. Nel rimborso forfettario sono incluse anche le visite a domicilio. Questo sistema di iscrizione ci aiuta nell’organizzazione e sopratutto nella gestione dei pazienti e della loro storia medica. continua a leggere qui
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