IL FILO SPINATO DELLA VERGOGNA

La nuova sezione di Liege del Partito della Rifondazione Comunista – federazione Comunista del Belgio domenica 16 Marzo ha partecipato alla manifestazione annuale organizzata dal CRACPE (Collectif de Rèsistance Aux Centres Pour Etrangers) contro il centre fermè di Vottem (periferia di Liege); non ci siamo limitati solo ad aderire all’appello lanciato alcune settimane fa e a partecipare alla manifestazione, ma abbiamo collaborato nelle settimane precedenti attivamente alla sua organizzazione (riunioni, serate di informazione, distribuzione di volantini). Da quando si è costituita la sezioni di Liege del PRC alcuni mesi fa, abbiamo svolto un costante lavoro di radicamento sociale per lo sviluppo del partito all’interno della comunità italiana attraverso attività di autorganizzazione e mutualismo, ma come prima iniziativa politica pubblica abbiamo deciso di cominciare proprio da quelle persone che subiscono sulla propria pelle in maniera così drammatica gli effetti dell’Europa neoliberista: i “sans papier” i senza documento, seppelliti nei centre fermè fino a quando non vengono espulsi, caricati su un aereo, molte volte con la forza, e rispediti nei paesi originari spesso afflitti da conflitti (come Aref, giovane di 20 anni scappato dall’Afghanistan per essersi rifiutato di seguire i talebani,venuto in Belgio per essere rinchiuso sei mesi a Vottem, luogo che ha sempre descritto come una prigione, per vedersi respinta la sua domanda di rifugiato politico ed essere rispedito in Afghanistan dove ha trovato la morte circa un mese dopo). Abbiamo realizzato uno striscione dietro cui abbiamo sfilato “Le frontex est criminel pas le sans papiers”, un messaggio forte, diretto chiaro contro la Fortezza Europa e l’oscena politica verso i migranti di questi anni; Al netto delle considerazioni politiche, in Belgio come nel resto d’Europa, abbiamo visto rispuntare dei “campi”, campi circondati da filo spinato dove le persone vengono rinchiuse e private della libertà solo perché esistono senza commettere alcun delitto; l’essersi inventati il reato di soggiorno illegale costituisce la negazione stessa dell’idea di democrazia che rimanda ad epoche buie quando l’Europa era piena di campi circondati da filo spinato.Nei giorni precedenti partecipando alle riunioni del comitato di sostegno alcune cose ci hanno colpito; il pudore,quasi la timidezza, con cui raccontavano le loro storie (l’autolesionismo nei centri è quotidiano spinti dalla disperazione come le violenze per chi si ribella), storie raccontate quasi in punta di piedi, senza voler dare fastidio e senza rancore; un’altra cosa che ci ha impressionato è un documentario girato all’interno di Vottem alcuni anni fa, in una parte viene mostrato il direttore del centro che faceva visionare ad un sans papier appena arrestato le immagini su un video registrato di chi si era ribellato e la sorte che gli sarebbe toccata se si fosse ribellato anche lui; in pratica se farai resistenza sarai punito e picchiato. Sapete cosa ci è venuto in mente? La banalità del male di Hanna Arendt, il direttore che mostrava ciò come se fosse la cosa più normale del mondo! La manifestazione è stata partecipata ed ha avuto un esito per così dire imprevisto; dopo essere arrivati a Vottem e dopo i vari interventi, spontaneamente senza che nessun organizzasse nulla, forse spinti dalle urla dei sans papiers all’interno, le persone hanno cominciato a fare pressione sulla rete di filo spinato che delimita il campo all’esterno fino a buttarla giù. A decine abbiamo attraversato, calpestato quel filo spinato, quasi come una liberazione per la vergogna che rappresentano, anche se poi ci siamo ritrovati altre reti; ovviamente la polizia non ha lasciato spazio per altre “improvvisate”e ne è seguito il solito corollario di minacce, corpo a corpo, cannoni ad acqua etc…..Due mondi contrapposti: da una parte mura, prigioni, reti, filo spinato, poliziotti armati come se fossero in guerra, elicotteri, occhi pieni di odio immotivato e insensato (nei faccia a faccia lo vedi, non vedevano l’ora di spaccarci la testa…..), dall’altra parte musica, colori, canti di un mondo meticcio dove le differenze sono ricchezza ma anche determinazione, coscienza, consapevolezza. Il nostro partito continuerà nei prossimi mesi a sostenere e dare supporto all’attività del CRACPE ed essere in prima fila come ha sempre fatto per sostenere la lotta dei migranti e dei sans papier e ci uniamo alle rivendicazioni fatte dal CRACPE: -soppressione dei centre fermè -blocco immediato delle espulsioni -una politica di asilo e immigrazione che rispetta i diritti umani -regolarizzazione dei sans papier Infine un pensiero che compare tra tanti: ma forse quelle reti e quel filo spinato non vanno semplicemente buttate giù fino all’ultima? Quando la legge, essa stessa diventa inumanità e strumento di repressione ha ancora un senso? e la legge della coscienza? “Siamo responsabili anche della nostra obbedienza” Hanna Arendt Rifondazione Comunista Liege  
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