Grande successo della manifestazione a Genk!

La manifestazione “marche pour l’avenir” svoltasi a Genk oggi 11 novembre 2012 è stata un successo. Ventimila persone hanno manifestato non soltanto la solidarietà ai lavoratori della Ford di Genk, ma hanno anche marciato per ripetere ancora una volta che il lavoro deve essere la priorità.

Da segnalare la presenza di una delegazione di lavoratori della fabbrica Ford di Valencia che produrrà i veicoli previsti inizialmente per Genk. I lavoratori spagnoli non hanno solo mostrato la loro solidarietà internazionale, ma hanno anche denunciato che la produzione dei nuovi modelli a Valencia significherà turni di lavoro più pesanti e stabilimenti attivi durante i weekend per aumentare la produttività.
Presenti anche lavoratori AUDI, OPEL, Arcelor Mittal e una nutrita delegazione di metalmeccanici tedeschi: tutti a testimoniare che le lotte non sono scollegate le une dalle altre e che ciò che oggi tocca ad uno, domani può toccare ad un altro. Nessuno ha intenzione di accettare il ricatto capitalistico che cerca di mettere in tutti i modi i lavoratori gli uni contro gli altri.

Presenti anche i compagni della Federazione Comunista del Belgio, che a Genk hanno potuto incontrare ancora una volta i numerosissimi italiani che vivono nel Limburgo. Molti italiani lavorano alla Ford e vedono il loro futuro molto oscuro: alcuni ci hanno raccontato di situazioni in cui persone si ritroveranno senza lavoro e senza possibilità di prepensionamento a 45 anni o di giovani che vedono il loro futuro lavorativo drammaticamente compromesso, con mutui a carico e la difficoltà di trovare un nuovo impiego.

Genk è una cittadina che a suo tempo era uno dei siti minerari più importanti del Belgio. Oggi la chiusura della fabbrica della Ford lascierebbe senza lavoro 10500 persone (compreso l’indotto) ma sarebbe tutta la comunità a risentirne pesantemente: per fare un esempio anche i commercianti mostrano tutta la loro inquietudine per il futuro.

Il paradosso è che i lavoratori della Ford di Genk hanno già fatto nel corso degli anni numerosi sacrifici (vedi l’articolo di Umberto Misto) con la promessa di mantenere l’occupazione e con l’assegnazione della costruzione di nuovi modelli. Oggi tutto questo è semplicemente cancellato con un tratto di penna e le rinunce e i sacrifici fatti dai lavoratori nel corso degli anni vanno ad aumentare ulteriormente i dividendi degli azionisti.
Tutto questo è inaccettabile e per fortuna oggi c’era una marea umana per le strade di Genk ad urlarlo ad alta voce.

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