Elezioni a Genk: i candidati

Publichiamo un’anticipazione sulle elezioni comunali che si svolgeranno in Belgio il prossimo 14 Ottobre. Questo articolo verra’ pubblicato nel nuovo numero di Aurora (www.aurorainrete.org) che uscira’ tra 10 giorni. Nella foto insieme a parte del direttivo del circolo, ci sono alcuni candidati tra cui Letizia e Gianmario, insieme ad uno dei fondatori del PRC in Belgio Quinto e al consigliere uscente, il medico Harrie Dewitte.

Un imbocca a lupo ai nostri compagni Letizia e Gianmario e a tutto il PVDA+ di Genk per una serena e fruttuosa campagna elettorale.

Genk è situata nella zona fiamminga del Belgio a circa 90Km ad est di Bruxelles. Conta circa 63000 abitanti di cui 1/3 stranieri e di questi circa 9000 sono di origine italiana. Genk è stato un grande centro minerario fino alla metà degli anni ‘80 ed ha mantenuto parzialmente la sua vocazione industriale, successivamente avendo sul suo territorio un impianto siderurgico ed una fabbrica Ford. A questo si deve aggiungere il notevole sviluppo avvenuto negli ultimi anni di una economia basata sul terziario commerciale. Due compagni si sono candidati per il prossimo turno delle amministrative nella lista chiamata PVDA+. Questa è la lista del Partito del Lavoro del Belgio (PTB/PVDA) allargata a degli indipendenti di sinistra provenienti da altre aree della sinistra belga. I candidati sono Letizia Puzzello, figlia dello storico compagno di Rifondazione di Genk Quinto, colui che ha contribuito a fondare il primo circolo del PRC in Belgio, e Gianmario Monachesi.

Cari compagni la prima domanda forse è un piuttosto scontata ma necessaria: perché vi siete candidati a questo turno delle amministrative, in una città storicamente governata dal centro destra, e perché proprio nelle liste del PVDA?

Gianmario: io stavo prima nelle fila del PS delle Fiandre. Stufo della deriva liberista e centrista ne sono uscito insieme ad altri compagni che hanno poi formato il movimento “Rood!”. Una delle idee di fondo del movimento è quello di riunire tutta la sinistra in un fronte comune contro le politiche neoliberiste. Quando il PVDA mi ha proposto la candidatura, abbiamo discusso di questo aspetto per me fondamentale e anche loro si sono trovati d’accordo su questa posizione. Tanto è vero che nelle liste del PDVA+ ci sono molti pezzi di sinistra non facenti parte del PVDA.

Letizia: Pur nella mia giovane età da qualche anno mi sono avvicinata al PVDA perché in questo partito ho trovato molte delle risposte alle domande che mi sono posta per capire cosa succede intorno a me. Un partito che fa realmente delle cose che servono ai cittadini a partire dalla Maison Medicale. Uno dei “motti” che abbiamo tra i giovani del PVDA è che il mondo lo devi cominciare a cambiare intorno a te. Quindi cominciare dal comune in cui vivo candidandomi alle elezioni mi è sembrato coerente con questa visione e ho accettato.

Quali sono i principali problemi di Genk oggi?

Soffermiamoci su due tematiche molto rilevanti:

Inquinamento: oggi a Genk esiste un serio problema di inquinamento causato dalle acciaierie. Anche grazie agli interventi del PDVA, di recente sono stai effettuati degli interventi di modernizzazione che hanno migliorato di molto la situazione. Nel frattempo gli inquinanti, tra cui i metalli pesanti, si sono dispersi sul tutto il territorio di Genk e non solo vicino all’ acciaieria. Da sempre una delle battaglie del PDVA è quella di effettuare una ricerca epidemiologica per capire quali danni questo inquinamento sta procurando e quali sono i soggetti più colpiti. Il consigliere comunale del PDVA uscente, che è un medico, dopo anni di battaglie è riuscito anche ad ottenere il sostegno dell’ordine dei medici a questa proposta. L’attuale sindaco, dopo anni di orecchie da mercante, dice di essere d’accordo ma la questione adesso è ferma sul tipo di analisi da effettuare. Il PDVA propone un metodo semplice, veloce e poco costoso in modo da ottenere velocemente i risultati mentre l’attuale sindaco punta, stranamente, ad un metodo molto più costoso. E non si riesce a sboccare la situazione.

Alloggi sociali: oggi l’offerta di alloggi sociali a Genk è bassa o inesistente, di scarsa qualità e la gestione non è per niente efficiente. L’esempio dell‘ultimo inverno, dove in alcune di queste case le temperature interne erano inferiori ai 10 gradi, ha convinto l’amministrazione ad abbatterne alcune ma il tutto sta avvenendo senza un programma complessivo di riqualificazione. Noi proponiamo di aumentare considerevolmente l’offerta di alloggi sociali di qualità in modo da renderle disponibili anche alle giovani generazioni che oggi ne sono escluse. In altre parole bisogna non solo realizzare più alloggi sociali e di buona qualità ma anche democratizzarne l’accesso e la gestione.Grazie alle ultime mobilitazioni promosse dal PVDA qualcosa si sta muovendo ma è ancora poco e molto resta da fare.

Scusa la domanda, ma da dove avete intenzione di prendere le risorse?

Tanto per cominciare noi non avremmo speso 1.2 milioni di euro per realizzare una soap opera a scopo pubblicitario per attirare i turisti a Genk come ha fatto l’attuale amministrazione. La spesa sociale deve essere una priorità, eliminando le spese assurde come quelle appena menzionate. Ti faccio un altro esempio di cattiva gestione dei servizi: Genk ha una rete di centri giovanili a servizio di minori a rischio molto estesa. Un centro per ogni quartiere. Fino a qualche anno fa funzionavano molto bene. Le attività erano molte e di buona qualità. Ad un certo punto, con la scusa di centralizzare i servizi per fare economie, il personale è diminuto ed hanno deciso di costruire un grande centro giovanile in centro. Per carità molto bello e funzionale, ma l’effetto è stato quello di diminuire i servizi periferici nei quartieri dove servono di più. Noi pensiamo che questi centri periferici vadano gestiti dal Comune in stretta collaborazione con i gruppi giovanili. Sarebbe un modo semplice, efficace e democratico di gestire al meglio questi spazi. Rendendo i giovani attori-protagonisti delle attività. In un contesto dove il tasso di scolarizzazione è il più basso delle Fiandre, anche la scuola deve essere gestita in maniera diversa. Vanno coinvolti di più tutti genitori, che per legge devono essere coinvolti nella gestione della scuola. Vanno abbattute le barriere culturali che provocano la scarso coinvolgimento dei genitori soprattutto quelli delle comunità di emigranti.

Adesso parliamo un momento della situazione della comunità italiana a Genk. Quale è la situazione?

La comunità italiana non è fortemente integrata, almeno nella sua totalità. E poi è molto divisa politicamente tra sinistra e centro-destra.Tra l’altro, spesso la divisione è fomentata un po’ artificialmente da certe associazioni italiane per tornaconti personali.

Esistono conflitti particolari tra le comunità straniere?

A parte uno strascico di razzismo da parte dei belgi nei confronti di tutti gli emigrati (anche se molto meno che in passato) esiste un razzismo di fondo tra le varie comunità emigranti.Non si riesce a far comprendere a molti che alcune problematiche sono comuni e che, mettendo da parte certi atteggiamenti, potremmo avere più potere contrattuale nei confronti delle istituzioni.

E la situazione dei giovani?

Letizia: Pessima. La maggioranza dei giovani non ha nessun interesse per la politica e per la realtà che li circonda. C’è molto individualismo. Esistono pochissime associazioni giovanili e non ci sono strutture neanche per lo svago. Un disastro.

Voi come cercate di intervenire in questa situazione?

E’ molto difficile ma cerchiamo almeno di far partire il dibattito sulla scuola, che ci dovrebbe toccare tutti da vicino. La struttura della scuola qui è rimasta molto classista. Le scuole tecniche, che sono frequentate di solito ma famiglie meno abbienti, danno una preparazione peggiore delle altre. E questo deve essere cambiato. Perché è dalla scuola che bisogna partire per migliorare il nostro futuro.

Trovate le ultime notizie sulla lista del PVDA+ di Genk e sulle iniziative sul sitohttp://genk.pvdaplus.be/

 

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