Elezioni 2012 “Alessandro Castro l’unico candidato italiano, il consigliere comunale della porta accanto”

Riportiamo l’intervista la compagno Alessandro in merito alla sua candidatura alle elezioni amministrative a Turnhout.Con i nostri migliori in bocca al lupo!

Pubblicato su www.aurorainrete.org

a cura di Roberto Galtieri

“C’è bisogno di aria nuova, aprire le finestre e proporre e realizzare idee nuove. Sai, qui a Turnhout sembra che tutto funzioni bene ma poi ti accorgi, sulla tua pelle, che manca qualcosa di importante nella vita di tutti i giorni; e non soltanto perché anche qui, nel cuore del triangolo d’oro del Belgio, la crisi si fa sentire duramente”. Alessandro Castro fa queste affermazioni e sembra che veramente gli manchi l’aria per respirare. Lo sguardo è acuto e giovane, il sorriso, a volte, no. Ha quella freschezza e il disegno del disprezzo per le schifezze del mondo come solo un giovane possiede, ma anche quel poco di malizia che sa di vissuto e gli conferisce esperienza. Tutto ciò mostra Alessandro Castro quando mi racconta le ragioni della sua candidatura alle elezioni comunali di Turnhout.

D. Di che aria c’è bisogno? Quali sono le finestre da aprire? R. Tutto sta cambiando in fretta e il Comune non è stato in grado di dare risposte sufficienti. Penso ai giovani come me. Qui, in quello che era definito il triangolo d’oro delle Fiandre, erano abbagliati dai soldi dal lavoro facile, ora iniziamo a sperimentare la crisi, i licenziamenti (Philips, Basf, etc.), la diminuzione delle coperture sociali. E forte è la mancanza di spazi di ritrovo per scambiarsi esperienze, superare la solitudine e l’isolamento. Ora a questo si aggiungono i problemi sociali e di diminuzione salariale e iniziano a farsi sentire, anche su problemi apparentemente minori.

D. Per esempio ? R. Guarda, è sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni. La vecchia giunta comunale ha imposto parcheggi a pagamento dovunque. Io sono stato sempre contrario perché a rimetterci sono sempre i poveri diavoli. Il parcheggio a prezzo favorisce la mobilità “comoda” di chi ha i soldi. Come sempre i ricchi vanno comodamente, a bordo della loro auto, dove vogliono, tanto non gli costa pagare il parcheggio. Ad un operaio, anche qui a Turnhout, pesa molto il pagamento del parcheggio. Sai cosa sta succedendo su questo punto, per esempio?

D. Cosa? Beh, chi ha imposto il parcheggio a pagamento dovunque in città ora si ricandida e per opportunismo elettorale fa campagna contro quanto ha proposto solo pochi mesi fa.

D. Perché ti sei candidato nelle liste del l’Sp.a? R. Quando mi è stato proposta la candidatura l’Sp.a era l’unica forza di sinistra in lizza. Di fronte alla sicura crescita di forze razziste come il Vlaams Belang e l’N-Va l’impegno a sinistra è d’obbligo ed ho accettato la candidatura. Inoltre i compagni mi hanno dato fiducia e ampia autonomia; soprattutto, ho trovato anche ascolto tra i maggiorenti del partito alle mie proposte. Del resto non a caso mi hanno offerto il posto numero 11 nella lista: un posto molto alto per un giovane alla sua prima esperienza. Hanno accettato le mie idee che per qui sono nuove, anche se in realtà alcune sono quelle di sempre, come fare l’interesse dei cittadini e della città.

D. Come ti trovi come “straniero” in questa campagna elettorale? Io sono nato qui ma ho sempre mantenuto la nazionalità italiana, a differenza di molti connazionali e di tutti i candidati di origine non belga, come i turchi, i marocchini, i polacchi etc. Per me è importante mantenere la mia identità culturale familiare. Anche perché sono sempre più confrontato alla demolizione della mia identità: cittadini extracomunitari che vendono il kebab come prodotto italiano, o ristoranti e pizzerie sedicenti italiani che deturpano la nostra cultura. Il paradosso è che io sono l’unico candidato straniero, anche se molti altri candidati, e non solo nella lista con cui mi presento, sono di origine di altri paesi: turchi, polacchi. Voglio dare un’altra idea dell’Italia e dell’Italiano che è radicata qui, ma anche nel resto d’Europa. Siamo visti, ancora, come i mangiatori di spaghetti, i mafiosi e… Berlusconi, pupazzetto tragico-comico che ci ha tanto ridicolizzato. L’emigrazione italiana ha nella sua stragrande maggioranza sempre lavorato sodo e bene. Siamo portatori di una cultura che non esclude le altre ma che le arricchisce e si arricchisce con esse. Questo vuol dire mantenimento della propria identità; altrimenti non ti integri mai, resti solo nel tuo angolo paesano.

 

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