Diciamo NO A MONTI come già abbiamo detto NO A BERLUSCONI

Comunicato della Federazione Comunista del Belgio in occasione del NO MONTI DAY BRUXELLES del 28 ottobre 2012

ABBIAMO DETTO NO A BERLUSCONI,
OGGI DICIAMO NO A MONTI
E A TUTTI QUELLI CHE PRATICANO E SOSTENGONO IL CAPITALISMO!

A suo tempo abbiamo detto molte volte NO A BERLUSCONI, anche con manifestazioni come quelle a Bruxelles e a Charleroi il 4 e 5 dicembre 2009, e altre contro certi atti dei suoi governi, come sulla libertà d’informazione, sui decreti “salva-liste”, sulla laicità, etc. E oggi diciamo NO A MONTI, contro quello che fa il suo governo, che sotto un’apparenza di “tecnicismo” e di “sobrietà” in realtà non fa altro che continuare, approfondire ed aggravare le politiche capitaliste contro i lavoratori, pensando solo agli interessi dei padroni, delle banche, del grande capitale speculativo e di tutti i poteri forti politici, economici e militari.

Ecco perché abbiamo organizzato il NO MONTI DAY anche a Bruxelles, per domenica 28 ottobre 2012, il giorno dopo della grande manifestazione nazionale a Roma. Presso il centro Garcia Lorca ci saremo insieme a tanti altri compagni e organizzazioni della sinistra comunista, anticapitalista e alternativa del Belgio e di altri paesi, dal Parti Communiste al PTB – dopo i recenti successi alle elezioni comunali -, dagli spagnoli di Izquierda Unida ai greci della Initiative de solidarité avec la Grèce qui resiste, e poi i Comités Action Europe, etc. Tutti insieme per esprimere una critica radicale contro le politiche della cosiddetta “austerità” che servono solo a strangolare la vita delle persone, e per parlare delle lotte che si stanno sviluppando in tutta Europa, specialmente in quei paesi del sud più gravemente colpiti dall’attacco capitalista: la Grecia, la Spagna, l’Italia… Tutto questo, in vista delle prossime grandi azioni a livello continentale e nazionale, come la giornata di scioperi del 14 novembre.

Certo, in questo NO MONTI DAY, né nelle lotte in corso, non vediamo molti di quelli che sì invece partecipavano alle iniziative contro Berlusconi. Là era fin troppo facile, manifestare contro un personaggio del genere, impresentabile sotto tutti gli aspetti. Ma, una volta tolto di mezzo, è caduta la maschera e si vede chiaramente quali sono in realtà le politiche che difendono organizzazioni come il PD e i suoi satelliti: le stesse a favore del capitale e dei padroni e contro i lavoratori, sostenendo attivamente con il loro voto il governo dei “tecnici” e i diktat dei poteri forti nazionali e internazionali, e proponendosi per le prossime elezioni come i più fedeli esecutori della loro “austerità”.

Forse saremo meno numerosi oggi a Bruxelles a dire NO A MONTI rispetto a quelli che fino a poco tempo fa dicevano NO A BERLUSCONI. Ma almeno ci sarà più chiarezza e meno ipocrisia, e potremo continuare a lottare con molta più forza, senza zavorre.

Testo del comunicato: http://www.rifondazione.be/testi/no-monti-no-berlusconi.pdf

Foto dell’iniziativa del 28 Ottobre a Bruxelles.

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One Response to Diciamo NO A MONTI come già abbiamo detto NO A BERLUSCONI

  1. admin says:

    Dopo il grande successo del No Monti Day andiamo avanti!
    Dal comitato promotore:
    La manifestazione del 27 ottobre a Roma ha visto una partecipazione enorme di popolo, che ha rotto il silenzio colpevole dei palazzi della politica e dell’informazione e che ha mostrato la forza reale e ancor più quella potenziale di uno schieramento che si opponga a Monti dal punto di vista dell’eguaglianza sociale, dello stato sociale dei beni comuni e della scuola pubblica, dei diritti del lavoro e del reddito, della democrazia.
    Chi e’ sceso in piazza lo ha fatto consapevole che gli avversari principali di ogni movimento di lotta sono oggi il governo Monti e la sua politica del rigore e di tagli sociali, assieme alla corrispondente politica europea guidata dai governi liberisti, dalla banca europea, dal fondo monetario internazionale. Questa politica fa pagare alla grande maggioranza della popolazione tutti i costi della crisi e fa solo gli interessi del grande capitale multinazionale.
    Chi è sceso in piazza lo ha fatto consapevole che questa politica europea contro i popoli è definita dai trattati liberisti che, come il fiscal compact, distruggono la democrazia e lo stato sociale, principali conquiste dopo la vittoria contro il fascismo. Questi patti iniqui sono alla base del governo Monti e sono stati votati dalla gran parte del parlamento italiano, assieme alla controriforma delle pensioni, alla cancellazione dell’articolo 18, alla distruzione della scuola pubblica, fino alla modifica dell’articolo 81 della Costituzione con l’obbligo del bilancio in pareggio.
    Chi è sceso in piazza lo ha fatto consapevole che senza stracciare questi patti e senza rovesciare questa politica non ci sarà alcun cambiamento positivo, la crisi si aggraverà e la condizione sociale dell’Italia sarà sempre più simile a quella della Grecia e di tutti i paesi europei che subiscono le stesse misure di massacro sociale. Non saranno i patti sociali, in Italia come in Europa, né la disastrosa pratica della riduzione del danno a fermare questa devastazione.
    Chi è sceso in piazza lo ha fatto consapevole del ritardo che c’è nel nostro paese rispetto a tutti gli altri ove cresce la mobilitazione contro le politiche europee. Questo ritardo è dovuto anche ai danni provocati dalla lunga egemonia della destra berlusconiana, che hanno fatto sì che una sapiente campagna dei poteri forti potesse presentare Monti come il nuovo, anziché come il più rigoroso continuatore delle politiche della destra liberista e conservatrice. Ma questo ritardo è dovuto oggi in primo luogo al ruolo negativo che stanno svolgendo le principali forze del centrosinistra e del sindacalismo concertativo, che con la politica di unita’ nazionale danno sostegno alle scelte di Monti.
    Chi è sceso in piazza lo ha fatto consapevole che non si possono ripercorrere vecchie strade, che occorre rompere con tutte le continuità del sistema italiano e che e’ necessario costruire una alternativa a tutte le forze che direttamente o indirettamente danno appoggio alle politiche di Monti,cioè sia alla destra che al centro sinistra.
    Chi è sceso in piazza lo ha fatto sulla base di un appello di persone e forze sociali e politiche diverse tra loro , ma accomunate dalla consapevolezza che una vera alternativa alle politiche di Monti si costruisce mettendo assieme tutte le forze che non ci stanno Questo ha chiesto con convinzione la manifestazione: netta discriminante verso chi nelle forze sociali e politiche non rompe con Monti e con chi lo sostiene, e forte unità’ di coloro che questa discriminante condividono.
    Sulla base del messaggio chiaro e forte del No Monti Day il comitato promotore e le forze che lo compongono decidono di dare continuità all’iniziativa. A tale scopo il comitato promotore e tutte le forze che hanno promosso il No Monti Day si incontreranno il prossimo 6 novembre a Roma.
    In quella sede si definiranno le mobilitazioni già annunciate in piazza S.Giovanni per il 14 novembre, tra cui quella davanti al Parlamento.
    Si definiranno proposte e discriminanti comuni da portare al meeting 8-11novembre di Firenze, sulla base della piattaforma del No Monti day.
    E soprattutto si discuterà su come andare avanti assieme, consolidando e diffondendo un programma alternativo a quello di Monti e di chi lo sostiene, in una assemblea delle opposizioni sociali e politiche da svolgere alla fine di novembre.
    Il grande successo del No Monti Day consegna a tutte e tutti noi la responsabilità di proseguire sulla strada percorsa a Roma da tante persone.
    Il 27 ottobre siamo ripartiti, andremo avanti.

    http://www.libera.tv/pictures/324/avanti-dopo-il-no-monti-day—le-prossime-tappe.html

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