OMAGGIO DEL CIRCOLO DI BRUXELLES DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE
COMUNISTA / SINISTRA EUROPEA A
ENRICO BERLINGUER (Sassari
25 maggio 1922 - Padova 11 giugno 1984)
Segretario del PARTITO COMUNISTA ITALIANO dal 1972 al 1984
Il compagno Enrico
"Enrico è morto" ci telefona una voce rotta e lontana. Sono
trascorse 90 ore da quando in redazione arrivò la notizia del
male che colpì Berlinguer e fermammo la rotativa per rifare,
nella notte, il giornale con un annuncio terribile in un titolo nero,
più nero degli altri. 90 lunghe ore vissute con ansia, come in
tutte le nostre sezioni, come in tante famiglie. Eppure sembra che sia
sempre lo stesso giorno. E in questo giorno lungo è come se
avessimo fatto un solo giornale con Berlinguer che parla e muore a
Padova, e le sue parole arrivano a tutti e alla sua morte assistono
tutti. Milioni di donne e di uomini hanno atteso i bollettini medici,
hanno sperato, si sono attaccati ad ogni appiglio intravisto tra le
difficili parole vergate dai medici che continuavano a ripetere un
amaro messaggio. La gente semplice di questo tormentato paese ha
infatti avvertito il venir meno di un punto di riferimento forte e
sicuro per la guida dell'Italia, per una sua rigenerazione morale, per
la sua sicurezza democratica. Ma questo hanno avvertito anche esponenti
del mondo politico e della cultura di diverso orientamento, uomini che
reggono responsabilità pesanti nel governo del paese ed uomini
che a questo governo si sono opposti con risolutezza o con incertezze.
Insomma, la Nazione tutta ha avvertito il pericolo che ai tanti vuoti
già esistenti se ne possano aggiungere altri.
Il significato più profondo di questa perdita è stato
riassunto del Presidente della Repubblica sia attraverso le sue
dichiarazioni sia attraverso le espressioni del suo volto forte e
dolente.
Eppure, nel momento in cui raccogliamo la notizia che ormai non era
inattesa, avvertiamo che in queste ore qualcosa è mutato nel
profondo delle coscienze e nei convincimenti degli italiani.
Berlinguer, nelle ore della sua agonia, ha tragicamente ma fortemente
riproposto valori essenziali che ognuno ha sentito nella propria
coscienza prima ancora che nella mente. I valori, cioè, propri
della battaglia politica, intesi come valori morali, civili, come la
essenza stessa dell'uomo che si ritrova con altri uomini per ricercare
e conquistare la pace, la giustizia, la libertà, la
felicità di tutti e di ciascuno.
Con la sua morte, richiamando l'attenzione di milioni di uomini proprio
su questi valori, oggi unanimemente ricordati, Berlinguer ha dato il
suo ultimo grande contributo alla democrazia italiana. E si tratta di
un apporto eccezionalmente drammatico se pensiamo agli ultimi anni
della sua vita spesi in una lotta - non sempre compresa - contro il
degrado della vita pubblica, la degenerazione dei metodi di governo,
l'imbarbarimento della lotta politica.
Egli avvertiva con ansia e lucidità che tutto questo contribuiva
a fare accumulare una carica esplosiva, suscettibile di far saltare
l'impianto stesso della Repubblica. E le sue arditezze e le sue
prudenze politiche devono essere lette in rapporto alle valutazioni che
faceva sul tema centrale della vita e dello sviluppo della democrazia
italiana. Ma questo discorso sarà fatto compiutamente
riflettendo sulla sua opera di dirigente del partito comunista. Di un
partito che, proprio per questo, si è posto come un punto fermo,
garante della democrazia italiana.
In questo momento la nostra mente ed il nostro cuore sono attanagliati
da tanti ricordi e, su tutti, dal ricordo di un compagno caro, gentile,
affettuoso con tutti. Egli non è più con noi; non
è con la sua Letizia, con i suoi figli che amava teneramente,
col fratello, con i suoi cari tutti. Non è più con i
compagni di ogni città e di ogni contrada con i quali ha
condiviso successi e sconfitte, gioie ed amarezze, delusioni e speranze
in un combattimento incessante per l'avvenire, per una società
migliore e più giusta, per un socialismo con il volto degli
uomini di qualunque fede che vogliono essere più liberi ed
uguali.
Emanuele Macaluso ("L'Unità",
lunedì 11 giugno 1984)