Autogestione delle fabbriche come soluzione alla crisi? LaVIO-ME (ex Johnson) di Salonicco (Grecia).

Non dobbiamo in questa sede ricordare quanto sia devastante la crisi economica in corso. Oltre ai problemi alla vita di tutti noi, la crisi sta portando a compimento la desertificazione industriale totale dei paesi “ex industrializzati”. Ci sembra chiaro che questa desertificazione non é affato positiva in prospettiva. Sicuramente si dovrebbe aprire una riflessione, nelle organizzazioni politiche e sindacali di classe, sul cosa produrre e sui modelli di consumo della societá capitalista avanzata. Ma crediamo anche che il “come” produrre (nel senso dell’organizzazione del lavoro) debba essere una parte fondamentale del dibattito. Lungo gli anni ‘60 e ‘70 era piuttosto vivo un dibattito su questa questione, sia in ambito sindacale (e non solo quello di classe) sia politico. Poi la questione è stata eliminate dalle agende dei partiti della sinistra ufficiale e dal sindacato confederale – gia pacificato e collaborazionista da decenni. hn Grecia, il paese in cui la crisi sta colpendo più duramente e dove le ricette della finanza internazionale hanno cominciato ad essere applicate con netto anticipo rispetto ad altri paesi, cominciano ad essere numerosi gli episodi di autogestione di fabbriche e servizi. Lo scorso 22 ottobre 2013, due compagni - uno del PDCI e uno del PRC - residenti in Grecia e facenti parte delle rispettive federazioni estere - si sono recati in visita allo stabilimento VIO-ME di Salonicco, impianto di produzione detergenti attualmente autogestito dagli ex operai e che ha appena ripreso la produzione. Lo scopo della loro visita è stato non solo quello di portare la nostra solidarietá internazionalista ma anche di approfondire con loro le principali differenze della gestione del lavoro della produzione rispetto a quando la fabbrica era gestita dal padrone (in questo caso una delle più grandi multinazionali della detergenza) Lo stabilimento si trova in una zona vicina all’aeroporto, zona con varie strutture ormai totalmente dismesse ed in stato di abbandono. Al loro arrivo era in corso una piccola assemblea di lavoratori ed erano presenti ache altre realtá straniere interessati a capirne di più di questa esperienza. L’autogestione come sta funzionando in questo periodo è partita nei primi mesi del 2013, dopo due anni di assemblea permanente dei circa 30 lavoratori rimasti. Dall’assemblea sono stati esclusi i quadri manageriali pre-esistenti.   Dal colloquio con gli operai é scaturita la loro volontá di dimostrare che il lavoro, in parte necessario al benessere psico-fisico, deve continuare con ritmi più consoni alle necessitá dell’uomo e non alle necesitá del profitto. Che é possibile continuare la loro lotta contro il padrone e contro la burocrazia - e gli impedimenti legali messi in atto dalla classe dirigente del paese con il fine di boicottare l’iniziativa- facendo ripartire e autogestendo la produzione. Non esistono “capi” ma tutto viene discusso e gestito da una assemblea di operai, con uguali diritti di intervento. Questa assemblea, che si riunisce ogni mattina, gestisce la produzione e i turni di lavoro in base alle richieste, alle necessitá di stoccaggio e alle disponibilitá di tempo degli operai.   I macchinari, alcuni in attivitá, pur non essendo in perfetto ed elegante stato di manutenzione, sono stati ri-convertiti per la produzione di detersivi biologici. Le “formule” dei prodotti sono stati reperiti sulla rete, mentre un chimico presta consulenza volontaria. Le materie prime necessarie per la produzione vengono approviggionate presso piccole imprese, spesso in nero, mancando la gestione fiscale, anche se é stata piùvolte e in più sedi richiesta. Chiaramente esiste una volontá politica da parte della borghesia, per ostacolare questo tipo di iniziative.   Il marketing é supportato dalle rete, sparsa in tutta la Grecia, che fa riferimento, a privati cittadini, a movimenti politici e sociali, ad associazioni di consumatori e organizzazioni analoghe. Non viene emessa fatturazione, data la impossibilitá, gia sopra indicata, di gestione fiscale. Ovviamente molti lavoratori sono presenti nei vari mercatini e manifestazioni locali, non solo per far conoscere la loro realtá ma anche per realizzare delle vendite dirette.   La distribuzione e’ attuata, per ora, solo sulla rete nazionale. E’ allo studio, viste le numerose richieste, di espandere la distribuzione anche su rete europea. Sul sito della Vio.Me sono presenti anche le pagine di altre realtá produttive augestite, come la Zanon argentina. La popolazione locale mostra interesse e collaborazione, ma non mancano atteggiamenti negativi e di boicottaggio da parte di elementi, appartenenti a stabilimenti chiusi della zona, che preferiscono, secondo quanto affermato dagli operai della VIO-ME, “oziare” in attesa di un poco probabile sblocco futuro, godendo per ora di un sussidio analogo alla nostra cassa integrazione. La visita alla VIO.ME è stato per noi un primo passaggio, un punto di partenza, per cominciare a studiare e comprendere le esperienze di autogestione al momento in corso, in modo da sviluppare un dibattito piu’ generale sui meccanismi di auto gestione operaia, sia sul piano pratico che su quello teorico. Ovviamente, ci riproponiamo anche di avviare delle esperienze di solidarietá diretta con le realtá in lotta, in modo da dare il nostro contributo fattivo e sostenere la loro lotta. I compagni e le compagne del PDCI e PRC in Europa.
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