Austerità e libero scambio, la protesta cresce.

Austerità e libero scambio, la protesta cresceTratto da www.tribunodelpopolo.it di Andrea Stratta

Ieri mattina, dalle ore 7, il quartiere delle Istituzioni europee è stato completamente isolato dai numerosi blocchi organizzati dai 10000 milititanti di Alleance D19-20 contro l’Austerità.

Agricoltori, cittadini, lavoratori, disoccupati, artisti, sindacati, ong, associazioni senza fini di lucro, collettivi e partiti si sono dati appuntamento a Bruxelles per manifestare la netta opposizione alle nuove politiche di austerity del TSCG (Trattato sulla Stabilità, sul Coordinamento e sulla Governance) nell’Unione Economica e Monetaria e al tratta di libero scambio tra UE e Stati Uniti. Tra le critiche mosse dai manifestanti al TSCG vi sono: il rigore sul bilancio che farà ricadere sulle spalle del popolo il debito accumulato dal sistema finanziario e impedirà lo sviluppo delle politiche pubbliche; l’aumento delle disuguaglianze sociali attraverso la privatizzazione dei servizi pubblici e l’ulteriore diminuzione della spesa degli Stati per sanità, istruzione, pensioni. Qui la galleria fotografica.

l’Alleance ha anche rimarcato più volte il problema dell’aumento del deficit democratico causato dalla pressochè totale mancanza di un dibattito pubblico sull’argomento.Per quanto riguarda l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, gli organizzatori della protesta hanno evidenziato tre livelli differenti di problematiche. Dal punto di vista della persona, si contesta la deregolamentazione in materia ambientale e sanitaria, con pesanti ricadute a livello di qualità dei prodotti (pesticidi,OGM ecc.). Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, essa viene ancora più sottomessa alla logica del profitto, della competitività e della concorrenza. Le ricadute, in questo caso, saranno in termini di distruzione di posti di lavoro nel settore agricolo e industriale, oltre a un ulteriore peggioramento dei salari e delle condizioni di lavoro. Ultimo punto preso in esame è quello del cittadino come elettore. Infatti, consentendo agli investitori privati di ricorrere contro uno Stato che applichi nei loro confronti una legislazione che ne danneggi il profitto, si registrerà una riduzione significativa del peso dei voti.

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