61º
Anniversario della Liberazione
25 Aprile 1945 - 2006 _______________________________________________________________________________________
L'ANPI,
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Comitato del Belgio),
insieme all'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, sotto gli
auspici dell'Ambasciata d'Italia, con il patrocinio del Comites, del
CGIE Belgio e della CIM Belgio, organizzano il 61º
Anniversario della Liberazione venerdì 28
aprile 2006 alle ore 18:00 presso il Teatro dell'Istituto
Italiano di
Cultura (38, rue de Livourne - 1050 Bruxelles).
Interverranno: Laura
Polizzi
"Mirka", Partigiana - Vice Presidente del Consiglio Nazionale dell'ANPI
che parlerà sul tema "Le donne nella Resistenza ieri e oggi"; Anne Morelli, Professoressa ULB.
Parteciperanno: Marisa Ferro,
Componente della Segreteria Nazionale ANPI; Carla Argenton, Componente della
Segreteria Nazionale ANPI; Ennio Odino,
Presidente dell'ANPI Belgio. Moderatrice: Giovanna Lelli, Comitato ANPI
Belgio. Seguirà concerto da camera dell'orchestra della Scuola
Europea di Uccle.
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Lettura di Laura
Polizzi "Mirka", nel corso del suo intervento:
FERNANDE VOLRAL
Di anni 24 - nata a Charleroi (Hainaut) nel
1920 -. Dal 1940 agisce nelle organizzazioni clandestine - entrata a
far parte dell'Armée Belge des
Partisans ["Esercito Belga dei Partigiani" (o Partisans Armés = Partigiani
Armati): movimento sorto nei mesi successivi all'occupazione tedesca e
i cui quadri erano prevalentemente costituiti da veterani delle Brigate
Internazionali di Spagna e dai dirigenti del movimento operaio. Il
movimento, che compí innumerevoli atti di sabotaggio e azioni
armate, tentò di dare alla resistenza belga un'azione unitaria.
Gran parte dei suoi esponenti caddero in combattimento o furono presi e
giustiziati.] -. Il 23 febbraio 1943, sorpresa nel corso di un
trasporto di armi, ferisce uno dei tedeschi assalitori - catturata,
viene tradotta nelle carceri di St-Gilles (Bruxelles) - trasferita nel
settembre 1943 in Germania, nel campo di Nielzen -. Processata il 26
marzo 1944 -. Ghigliottinata il 7 agosto 1944 a Wolfenbüttel
(Germania).
Mammina mia,
ho una notizia ben triste da
darti, ti prego sii coraggiosa, sono stata condannata a morte. Forse
questa sera sarò giustiziata. Tu devi pensare a mio fratello e
sopportare tranquillamente questa prova. Sono molto calma, mammina mia.
Lo vedi anche tu, ho la coscienza tranquilla. Ho agito conformemente ai
miei principî. Non è una morte triste quando si ha questa
consolazione. Credo di essermi sempre comportata degnamente. Ho molto
pensato a te, dopo che sono in prigione. Mammina mia, renditi conto
anche tu, non devi troppo piangermi, ero giovane e libera, non lascio
bambini.
Per quanto riguarda mio fratello,
digli che cerchi di essere un uomo, questo è tutto quanto gli
chiedo. Presto il mondo sarà libero, e lo sarà pure per
lui, il mio piccolo Claude, che avrà lottato. Digli di cercare
di ben comprendere la vita, avrei tanto voluto fargliela scoprire. Ho
pensato enormemente anche a lui, in prigione. Ti chiedo di abbracciarmi
Marie. Dille che lei è uno dei miei piú bei ricordi. Sono
veramente felice di aver incontrato sulla mia strada una persona
cosí buona e cosí onesta. Le voglio molto bene e le sono
molto riconoscente per avermi dato un po' della sua amicizia. Domando
perdono a tutti per il dolore che vi arreco, ma so che voi mi
perdonerete. La causa che difendo è giusta, è sacra. Che
i miei compagni sappiano che non ho mai dubitato del suo trionfo. Ho
anche l'autorizzazione a scrivere ad Albert. Gli scriverò
indirizzando a sua sorella. È molto giovane, sarà libero
quando ritornerà, si rifarà una nuova vita. l'altra non
ha contato. Da sposati siamo rimasti cinque giorni insieme!
Mammina mia, ho lasciato della
roba da mia cognata. Vedi di riprenderla. Vorrei che tu dessi a Marie
quella bomboniera tanto bella ch'ella mi aveva dato tempo fa.
Sarà un ricordo per lei. A te, lascio il mio orologio che si
deve trovare a St-Gilles. Disgraziatamente, non lascio molto. Vedi
mammina mia, ti amo molto e ti domando di portare su Claude tutto il
tuo amore materno. Credo che dopo questa guerra s'inizierà una
vita di felicità. Vi chiedo di approfittarne, tutti. Ho anche
una grande consolazione: nessun amico mi ha seguito in prigione.
T'assicuro che questo mi dà una grande forza. Ti prego di
informare una delle mie vecchie compagne di prigione, Antoinette
Delmazière di Courrières o di Henin-Liétart, sulla
Manica. Non lo ricordo piú con esattezza, ma indirizza alle due
località, la lettera giungerà certamente senza altre
indicazioni. Lei ti parlerà di me. È stata molto buona
con me. Dille che ho pensato a lei sino alla fine. Le mie vecchie
compagne di prigione verranno certamente a prendere mie notizie. Tu
dirai loro che ho saputo accettare la mia sorte con calma e che mi sono
mostrata degna sino alla fine. Ho mantenuto le mie convinzioni sino
alla fine, sono sempre rimasta atea. Oggi è una giornata bella e
calda, questo per me è un simbolo dell'aurora che vedo spuntare.
Approfittatene.
La prigione non mi ha cambiata
moralmente, salvo per rendermi migliore.
Ed ora dico addio a te, mammina
mia, e a tutti quelli che mi hanno voluto bene. Ancora una volta,
coraggio. Ti lascio, ahimè, per sempre.
La tua "grande" figlia
Fernande
[da "Lettere di condannati a morte della
Resistenza europea", Einaudi editore, Torino 1954-1963]