




La
manifestazione nazionale unitaria
della Sinistra è stata
convocata da "Liberazione",
"Il Manifesto",
"Carta" e un
gruppo di personalità della Sinistra, ed ha accumulato le
adesioni di Partiti (tra i primi, naturalmente, Rifondazione),
associazioni, collettivi, movimenti etc., e tantissime individuali.
Anche il Coordinamento
Europeo PRC/SE ha aderito formalmente
all'iniziativa, assicurando la sua presenza.
C'era
molta attesa,
e anche timori, sull’effettiva riuscita della manifestazione –
specialmente dopo le ultime tensioni al governo e le ultime uscite di
piazza dei "grillini" e della destra, e le lacerazioni sindacali
con la consultazione sul welfare e la precarietà, le primarie
del Partito Democratico, etc. Ma è stata davvero una grande
e
bellissima manifestazione: era impossibile da contare tutta la
gente
che c'è stata, ma già da subito, da piazza della
Repubblica via via snodandosi per le vie di Roma si parlava di
almeno
700.000 persone, poi piazza san Giovanni era piena e allo stesso
tempo c'era ancora tantissima gente e camion ancora fuori… e
insomma, parlare di un milione
non è niente affatto esagerato,
anzi.
C'era
così tanta gente che è risultato piacevolmente
impossibile ritrovarsi con tutti quelli con i quali ci si era messi
in qualche modo d'accordo prima: i compagni dei gruppi della
Sinistra nel Parlamento Europeo, quelli del PdCI Europa, o
semplicemente degli altri compagni e amici di Roma e del Lazio…
tutti persi in un coloratissimo e attivissimo oceano di teste e di
bandiere, tantissime le bandiere rosse con la falce e il martello di
Rifondazione e
dei Comunisti Italiani, tanto per dimostrare ancora
una volta – se ancora ce ne fosse bisogno – che siamo tanti, i
comunisti che sono e si sentono
comunisti e che vogliono continuare
ad esserlo per lottare per gli ideali del passato, del presente
e del
futuro: la libertà, la pace, il lavoro, la giustizia sociale,
l’ambiente… e, senza rinunciare alla nostra identità, ci
mettiamo a disposizione con generosità e impegno per costruire
una nuova Sinistra che comprenda anche altre identità, ma con
le quali sia possibile trovare delle convergenze e azioni comuni
intorno a temi comuni.
I
compagni di
Rifondazione, dopo
un interessante e partecipato incontro presso la sede del Partito, si sono
poco a poco sparsi in giro,
rimanendo in particolare un gruppo portando lo striscione del Circolo
di Bruxelles intitolato a Enrico Berlinguer fino all'entrata di
piazza san Giovanni: un pezzettino di Partito in Europa che
simboleggia centinaia di compagne e di compagni di diversi paesi e
città, presenti in persona o in spirito a Roma.
E c'erano
gli stand di Rifondazione
Comunista e di Essere Comunisti, e del Manifesto, e dei Comunisti
Italiani, e i gazebo dei Verdi con la
richiesta di referendum sugli Ogm, e di nuovo tante bandiere, quelle
comuniste e del Che Guevara e le internazionaliste di Cuba, Venezuela
etc., ma anche tantissime della CGIL e della FIOM, e di Sinistra
Democratica e dei Verdi (tanti militanti di base che hanno dimostrato
di essere ben più avanti dei loro dirigenti), e anche dei "Radicali di
Sinistra", e di altri gruppi, associazioni e
collettivi di lotta (come i No-Dal Molin, i No-Tav, gli agricoltori
sardi contro le aste…) e naturalmente tante arcobaleno della Pace e
dei Glbtq.Un
sussulto di orgoglio, di partecipazione e di impegno di quella che si
può definire senz’altro come la
parte migliore dell’Italia,
che non cesserà mai di lottare per migliorare il suo paese…
e il mondo intero. Tanta gente, giovani e vecchi, donne e uomini e
transgender, tutti insieme a dire con forza e allo stesso tempo con
serenità e compostezza (non esente comunque da parecchio
umorismo spesso!) che la Sinistra
c'è, quella vera, quella
seria coerente e conseguente, sinistra comunista, anticapitalista,
pacifista, ambientalista, femminista e laica;
che abbiamo degli
ideali ma non siamo ciechi o asserviti a niente e nessuno, e ci
rendiamo conto delle cose che non vanno anche in questo governo a cui
partecipiamo direttamente, sulla base di un Programma
ancora ben
lontano dall’essere concretamente applicato; ma non ci limitiamo
alla critica, all'invettiva e al disprezzo, ma lottiamo per
migliorarlo tutto quello che possiamo con la forza che abbiamo, nel
Consiglio dei Ministri, in Parlamento, e in piazza. È l'unico
modo concreto e reale, e con possibilità di successo, che
esiste.
Allora, dal 21 ottobre, non resta che continuare
a lavorare, e sempre di più
con la forza del milione rosso di Roma.