1° maggio 2014

Di Giustiniano Rossi - PRC Parigi A Parigi, dove il corteo del 1° maggio si snodava lungo il tradizionale percorso dalla Bastiglia alla place de la Nation, una folla di lavoratori di tutte le età, dai giovani precari agli anziani pensionati, accomunati dalla difficoltà quotidiana di mettere insieme il pranzo con la cena, continuava a sfilare dopo tre ore dalla partenza dal luogo-simbolo della rivoluzione francese, riempiendo l’immensa piazza della Nation di bandiere, striscioni, cartelli, slogan e musica, dalle note dell’Internazionale a quelle dei ritmi afro-cubani. A Torino, il Partito « democratico », al governo grazie al sostegno del pregiudicato Silvio Berlusconi, ha dimostrato ancora una volta quali interessi economici e sociali rappresenta. I lavoratori che hanno contestato la presenza alla Festa del Lavoro di suoi esponenti favorevoli alla TAV, una delle infrastrutture inutili più costose d’Europa, sono stati duramente caricati e picchiati a più riprese da forze di polizia che, al riparo dell’uniforme e dell’anonimato, colpiscono impunemente nel mucchio. A Melilla 140 « clandestini » il cui unico reato è quello di tentare di sopravvivere in Europa o in qualunque altro posto nel mondo, per sfuggire, lavorando, alla guerra ed alla fame, sono riusciti a superare una barriera di filo spinato alta sei metri ed a penetrare, sia pure temporaneamente, nell’Eldorado europeo, che per loro sarà un centro di « accoglienza », anticamera sporca e sovraffollata dell’espulsione verso i paesi di provenienza. A Istanbul i lavoratori hanno puntato sulla piazza Taksim, luogo simbolo della protesta contro il governo Erdogan, corrotto fino al midollo, per celebrare la Festa del 1° maggio scontrandosi con la polizia turca che li ha attaccati con i gas lacrimogeni ed i cannoni ad acqua, ferendo almeno novanta persone e procedendo a numerosi arresti. In Colombia, una delle tante miniere “illegali” , espressioni del tentativo di sopravvivere di masse sterminate di diseredati la cui unica risorsa è la forza della disperazione, dove i minatori scavano enormi fosse alla ricerca dell’oro, una parete è crollata seppellendo tre minatori. Quindici sono dispersi ma il bilancio, purtroppo, è provvisorio. A Roma, un « sindacato » al quale aderiscono 7.000 poliziotti italiani, ha mandato in giro un camioncino pubblicitario “a vela” con le immagini di poliziotti picchiati da manifestanti, per ricordare che « anche i poliziotti sono lavoratori ». Sono poliziotti che rivendicano, fra l’altro, molto altro, l’assassinio di Federico Aldrovandi, il pestaggio di un manifestante il 12 aprile a Roma, per non parlare di Carlo Giuliani, di Stefano Cucchi e di tutte le altre vittime delle « forze dell’ordine », che continuano ad opporsi ferocemente all’obbligo di portare un codice di identificazione sull’uniforme, da Napoli a Genova, da Milano a Firenze. In Europa, dove i disoccupati sono 26 milioni, la lotta per il lavoro, che in Italia costa la vita a tre persone al giorno, è tutt’altro che vinta. Giustiniano Rossi
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